Investire-aiutare-guadagnare

CiaoAldo, l’anti-Uber italiano

Perchè oggi parliamo di CiaoAldo, una piattaforma italiana di trasporti in condivisione.

Iosonobanca! si è posta l’obiettivo di aiutare chi non ha più fiducia nelle istituzioni finanziarie per fare investimenti sicuri con una redditività interessante. Ugualmente aiuta le aziende a trovare finanziamenti PMI laddove il sistema bancario abbandona le PMI. Iosonobanca! nasce per venire incontro alle necessità di aziende già consolidate e che per diverse ragioni non riescono ad accedere al credito per investimenti su nuovi mercati o prodotti.

Vi è anche una categoria di aziende di cui oggi parlano tutti e che sembra, tutti, perfino le banche, vogliano finanziare. Sono le Start Up che non proprio una novità di questi anni, sono sempre esistite e sono le aziende che cominciano un’attività! La realtà è sempre molto diversa da quella che appare dai servizi giornalistici dove sembra che basti fregiarsi del titolo di Start Up per essere coperti di denaro ed assediati dagli investitori: purtroppo, almeno qui in Italia, non è così.

Investi – aiuta – guadagna

Per questo motivo Iosonobanca!, quando i progetti appaiono interessanti, cerca di aiutare anche queste aziende a muovere i primi passi nella ricerca di finanziatori. Ecco perché parliamo di Ciaoaldo, uno di questi progetti meritevoli. Iosonobanca! ha accompagnato il progetto fin dalle sue prime fasi ed oggi è ancora al fianco di Ciaoaldo nella ricerca di investitori per aumentare la sua dimensione di mercato.

Questa Start Up italiana, ha creato una piattaforma che mette in contatto gli utenti con una rete di autisti, disponibili a guidare le vetture dei clienti per la tariffa fissa di 10 euro all’ora. Basta digitare sul proprio smartphone ora e luogo per visualizzare i conducenti attivi, associati a un punteggio che potrà essere espresso dagli utenti.

L’obiettivo di CiaoAldo è quello di fornire un’alternativa a taxi, Uber ecc. a chi non può o non vuole mettersi al volante da solo, per ragioni diverse come sospensione della patente, problemi motori o semplicemente comodità. La ricerca di nuovi investitori servirà a portare il servizio «a pieno regime» in Italia entro il 2018, in Francia e Spagna nel 2019 e nel resto d’Europa nel 2020.

Il cambio di modello

Si condividono gli autisti, non le auto: l’allusione a Uber serve a sottolineare il «cambio di visione» rivendicato dall’azienda. Non si condividono corse o si contattano autisti con mezzi proprio, ma un autista per guidare il proprio mezzo. In questa prima fase Ciaoaldo ha studiato a fondo la provenienza delle richieste identificando con maggior precisione segmenti precisi di clientela.

Maria Scaringella, cofondatrice e direttrice marketing della startup, dice: «in Italia ci sono 500.000 badanti autorizzate, di cui il 90% senza patente. Per accompagnare i propri assistiti hanno bisogno di taxi, Ncc o mezzi pubblici con un aggravio di costi, scomodità e perdite di tempo. Il nostro servizio rende il tutto più accessibile».

Nell’ultimo anno, le attenzioni del team si sono concentrate sulla ricerca di autisti interessati a svolgere questo servizio per arrotondare. L’esito positivo ha spinto a tentare prima la via della sperimentazione e, ora il consolidamento.

“Oggi sono migliaia gli autisti registrati ed abilitati disponibili già in quasi tutte le province italiane e questo ci ha spinto ad aprire il servizio qualche mese fa ed oggi pensiamo sia arrivato il momento di fare il salto di qualità” dice il numero uno di Ciaoaldo, Giuseppe Rossetto».

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