obbligazioni

Diversi tipi di investimento parte 2

In un paese a rischio finanziario basso i titoli di stato rappresentano un ottimo investimento in termini di sicurezza e di liquidità ma non di rendimento. Il sistema finanziario tende a far credere che investire oggi in titoli di stato italiani rappresenterebbe un rischio elevato. Grecia a parte, uno dei più elevati in Europa. I titoli statali di altri paesi come Germania e Francia, sono molto meno rischiosi anche se in cambio di rendimenti estremamente bassi.
Insomma, ci presentano i titoli di stato come un investimento ad alto rischio salvo poi consigliare investimenti molto più rischiosi per i risparmiatori ma più redditizi per il sistema bancario.

Pronti Contro Termine (PCT)

Sono contratti con cui si acquistano da una Banca, titoli (Titoli di Stato edobbligazioni non convertibili, ma sempre più spesso obbligazioni anche dell’ente emittente). La banca si impegna a riacquistarli a scadenza (durata max generalmente 1 anno) ad un prezzo superiore, fissando così, il rendimento. Non è consentita l’estinzione anticipata: chi vuole rivendere i titoli in anticipo deve pagare una penale. L’operazione finanziaria di PCT è come un prestito di denaro fatto alla banca. Potrebbe essere un’alternativa al conto corrente e ai titoli di stato ma, con un suo grado di rischio.

Obbligazioni

Le obbligazioni sono uno dei principali strumenti di investimento. Un’obbligazione è un titolo di credito al portatore. Acquistandolo l’investitore presta dei soldi all’azienda o ente emittente, che si impegna a restituire capitale ed interessi alla scadenza prevista dal contratto e/o alle scadenze programmate (cedole). Le obbligazioni possono essere quotate in borsa. Come per i titoli di stato, a maggiori rendimenti corrisponde sempre un maggior rischio.
Sono moltissime le tipologie di obbligazioni in circolazione, tra le più comuni sul mercato:

Tradizionali

emissione a un certo corso, cedola fissa o variabile periodica, quotazione sui mercati borsistici principali. Sono le classiche obbligazioni che esistono da sempre e tramite le quali l’investitore compra un titolo a un certo prezzo. Incasserà alla scadenza il valore di rimborso e, durante la durata dell’investimento riceverà il corrispettivo cedolare a titolo di interesse maturato sull’investimento.

Zero Coupon

il valore di rimborso delle obbligazioni senza cedola (zero-coupon) è pari a 100; il costo di acquisto all’emissione, in proporzione al rendimento effettivo a scadenza, è necessariamente inferiore a 100, o “sotto la pari”. Il rendimento percentuale delle obbligazioni zero-coupon si calcola rilevando la differenza tra capitale investito e ottenuto alla scadenza. Se il prezzo di acquisto fosse pari a 90, l’interesse effettivamente percepito, al lordo di tasse e commissioni bancarie, sarebbe: rimborso – investimento (100-90)/investimento (90), quindi 10/90= 0,11, cioè l’11%.

Convertibili

le obbligazioni convertibili consentono al sottoscrittore di ottenere, alla scadenza o a scadenze prefissate, un rimborso del capitale investito. Il prezzo al quale si possono acquistare le azioni è fissato al momento dell’emissione. Per tutta la durata dell’obbligazione, l’acquirente percepirà normalmente una cedola di importo mediamente inferiore rispetto a quella di un normale titolo di debito. I risparmiatori ottengono uno strumento con rendimento inferiore a un’obbligazione con simili caratteristiche di rendimento e rischio. Questo però consente di entrare sui mercati azionari solo se l’andamento dei titoli prescelti è positivo, minimizzando così i rischi legati alla volatilità dei mercati.

Strutturate

Le obbligazioni strutturate (le più note sono le INDEX LINKED) sono strumenti di investimento costituiti da una parte di debito e da un elemento finanziario aggiuntivo, che, quasi sempre vincola negativamente il rendimento all’andamento di fattori esterni. Questi prodotti offrono rendimenti elevati ma molto raramente e solo al verificarsi di condizioni particolari: un vero gioco d’azzardo. Normalmente la struttura alla base del titolo è incomprensibile per il risparmiatore che sottoscrive senza le dovute spiegazioni che, se note, lo avrebbero dissuaso. Sono emesse principalmente da banche e istituti di credito (ma che combinazione!), per raccogliere denaro o per trasferire ad altri il proprio rischio di impresa.

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