Investire oggi

I diversi tipi di investimento offerti dal sistema bancario – 1° parte

Dopo il materasso il conto corrente di deposito è lo strumento più semplice, immediato e liquido per il risparmiatore.
In genere, rispetto alla media dei rendimenti degli altri investimenti con grado di rischio basso, il c/c ha un rendimento che potremmo definire offensivo. Spesso, anzi, in momenti di mercato in cui i tassi sono molto bassi, il rendimento del c/c è prossimo allo zero, quindi per nulla conveniente. Talvolta, può anche essere negativo perché assorbito dalle spese periodiche imposte dalla banca (per prelevamenti, carte di debito, servizi vari).

Perchè sono così bassi?

Questi tassi attivi vicini allo zero sono giustificati da banchieri e bancari come inevitabile conseguenza dei bassissimi tassi sul mercato interbancario.
Peccato, però, che a un ribasso quasi totale dei tassi attivi non faccia seguito, con la stessa forza e velocità, quello dei tassi passivi, delle commissioni di massimo scoperto, dei tassi su mutui e prestiti al consumo. La tassazione sugli interessi attivi è pari al 20%, il che significa che 1/5 di quello che il vostro capitale produce se lo prende lo stato.
A fronte di tale poco o inesistente interesse, c’è, per lo meno, un impegno a dare garanzie sui soldi depositati sui conti correnti, almeno fino alla cifra di euro 100.000. Perché questa garanzia sia attiva occorre, però, che la banca in questione aderisca ad un fondo specificamente istituito per tale scopo.

TITOLI DI STATO

BOT – Il Buono ordinario del Tesoro è un titolo senza cedola, a breve termine (3,6 o 12 mesi) con scadenza inferiore a 1 anno. Il rendimento è la differenza tra valore di rimborso (valore nominale) e prezzo di emissione, che è «sotto la pari», cioè inferiore a 100.
BTP – Buoni poliennali del Tesoro sono titoli a medio-lungo termine, con una cedola fissa pagata
semestralmente. A differenza dei BOT il loro corso subisce variazioni con i movimenti dei tassi di mercato in relazione a cedola e durata del titolo; il valore salirà se i tassi scenderanno e, viceversa, scenderà qualora i tassi aumentassero.
CCT – I Certificati di credito del Tesoro (Cct) sono titoli a tasso variabile con una durata di 7 anni e cedole semestrali, legate al rendimento dei Bot a 6 mesi più una maggiorazione. Ma esistono anche – più recenti – i CctEu, indicizzati all’Euribor a 6 mesi invece che ai Bot.

BTP€i

I Buoni del Tesoro poliennali indicizzati all’inflazione europea (Btp€i) vogliono fornire all’investitore una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi. Sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole pagate semestralmente sono infatti rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area euro. Tuttavia, se il tasso di inflazione in Italia supera quello medio per l’area euro, la protezione per l’investitore italiano diventa parziale. In ogni caso, il Btp€i garantisce la restituzione del valore nominale sottoscritto, anche nello scenario deflattivo. Se nel periodo di vita del titolo i prezzi calano invece di aumentare, il rimborso non sarà mai inferiore al valore nominale (100). Il Btp€i garantisce un interesse costante in termini reali (potere d’acquisto) fissato al momento dell’emissione (tasso annuo cedolare reale).

Le scadenze dei Btp€i sono a 5, 10, 15 e 30 anni e le aste si tengono con cadenza mensile. Nel nostro paese il rischio è considerato elevato con possibilità di fallimento realistiche; infatti, il tasso pagato sul btp è superiore alla media degli ultimi anni e più alto di quello pagato da altri stati.
Investire oggi in titoli di stato italiani rappresenta quindi un rischio più elevato, ma più redditizio rispetto ai titoli statali di altre nazioni. Germania e Francia hanno tassi inferiori, a fronte, però, di un teorico abbattimento del rischio finanziario. Continua…

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