Le banche italiane ed i risparmiatori

BANCHE: ITALIANI I COSTI PIU’ ALTI D’EUROPA

Negli ultimi anni sono in calo i ricavi delle banche italiane relativi all’attività di prestito, mentre sono in crescita quelli relativi a commissioni bancarie e attività di trading finanziario. Sono crollati i prestiti alle imprese. Anche se negli ultimi anni sono diminuiti, i costi delle banche in Italia restano i più alti d’Europa. Le banche italiane presentano un’incidenza dei guadagni da attività legate ai prestiti bancari sul totale ricavi tra i più bassi in europa. Con la crisi economica sono cresciute, inoltre, le sofferenze che hanno ridotto i margini di redditività delle banche. Queste hanno, quindi, ritenuto più conveniente ridurre gli impieghi ed i rischi, ed aumentare i ricavi dalle commissioni sui conti correnti e dalle attività extra creditizie (vendita di titoli, valute, strumenti di capitale, etc.)

Solo nel confronto tra aprile 2016 su aprile 2015, la contrazione dei prestiti alle imprese è stata di 25,3 miliardi di euro. Il confronto con aprile 2011 è ancora più impietoso, la diminuzione ammonta a oltre 110 miliardi. La cosa interessante è che la riduzione non ha interessato tutti allo stesso modo: infatti l’80 per cento dei prestiti concessi dalle banche italiane va al primo 10 per cento dei maggiori affidati che è costituito quasi esclusivamente dalle grandi aziende e da gruppi industriali che rappresentano circa l’1% del totale delle aziende!

Ma non è che questo sparuto gruppo di aziende è finanziato perché se lo merita, trattandosi della “creme de la creme” della solvibilità. Al contrario, la quota di insolvenza in capo ai maggiori affidati, infatti, è attorno all’81%! In sostanza le banche finanziano quasi esclusivamente i peggiori pagatori che è possibile finanziare sul mercato italiano. Chi dimostra di essere un buon pagatore, invece, riceve i soldi col contagocce”.

(Vi invitiamo a prendere visione del nuovo progetto investi-aiuta-guadagna studiato per questa nutrita categoria di aziende).

E quindi ci si chiede come fanno le banche a prosperare? Risparmiatori ed investitori sono diventati un enorme allevamento di mucche da latte e le banche li mungono senza sosta. Offrono investimenti sicuri, investimenti redditizi, martellano i correntisti con offerte che non si possono rifiutare per la grandissima convenienza a patto di investire oggi, senza troppe domande.

SALGONO I RICAVI DA COMMISSIONI BANCARIE E TRADING FINANZIARI

Il margine di interesse è dato dalla differenza tra gli interessi maturati su attività e passività. In particolare, il margine di interesse è determinato prevalentemente dai ricavi netti più prossimi all’attività caratteristica delle banche, l’intermediazione creditizia. Il margine di interesse è sceso sia per la minore redditività sia per la stretta creditizia della fase di recessione. Tra il 2008 e il 2014 è sceso del 12,3% attestandosi, in termini assoluti, a 39,3 miliardi di euro.

Le commissioni nette, invece (commissioni attive su servizi erogati e commissioni passive per servizi ricevuti). per servizi bancari come conti correnti, bancomat/carte di credito, incasso/pagamento, gestioni patrimoniali, intermediazione e collocamento titoli, sempre tra il 2008 e il 2014 sono aumentate di 2,8% salendo a quota 27,6 miliardi di euro. Altri ricavi netti: categoria che comprende tutta una serie di ricavi derivanti da attività extra-creditizie o di trading finanziario; come attività di negoziazione (vendita di titoli, valute, strumenti di capitale) o assicurative, nello stesso arco temporale ha visto un incremento del 471,1%, raggiungendo, in termini assoluti, gli 11,4 miliardi di euro.

L’IMPORTANZA DI CONOSCERE DIMENSIONI E PROPORZIONI DEI RICAVI DELLE BANCHE

Questi dati sono utili per avere un quadro preciso del funzionamento di questi padroni e giganti dell’economia. La cosa interessante è vedere come le banche stanno spostando i loro interessi dalle attività per cui sono nate, cioè custodire il denaro e prestarlo, ad attività di consulenza finanziaria. La differenza tra i due tipi di attività è chiara: nella seconda il rischio è azzerato rispetto alla prima.

Inoltre, fare i consulenti al servizio degli investitori e dei risparmiatori, regala al sistema bancario anche un’altra straordinaria opportunità. Poter spostare, alla bisogna, il rischio della loro attività di prestatori di denaro, su ignari e fiduciosi risparmiatori, facendoli investire in obbligazioni, per esempio.

Tali titoli rappresentano i debiti che grandi aziende hanno con le banche che spostano così il debito dalle proprie alle tasche dei propri correntisti. Chi non ricorda gli scandali Parmalat e Cirio per citarne due.

Tutto questo è disarmante soprattutto per i piccoli risparmiatori che ripongono molta fiducia nella propria banca e, purtroppo non hanno alternative: le banche lo sanno e ne approfittano. Gli investitori che conoscono uno o più settori dell’economia oggi hanno un nuovo strumento per affrancarsi da questo sistema: Iosonobanca! un’innovativo sistema per investire oggi.

Comments

  1. Parole sacrosante, purtroppo il sistema creditizio fa il bello ed il cattivo tempo e noi piccoli risparmiatori siamo vessati da questo sistema che è il padrone assoluto dell’economia sia nel nostro paese, sia in europa e più o meno in tutto il mondo. Ben vengano iniziative come la vostra che, anche se non sono per tutti, servono per aprire un varco e dare a qualcuno la possibilità di affrancarsi dal sistema.

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