rischio default banche italiane

Rischio default. L’allerta per le banche italiane

Che il sistema finanziario italiano non goda di ottima salute è chiaro a tutti e il caso Banca Etruria come anche il più recente salvataggio delle banche venete ne sono la prova. I numerosi istituti a rischio default con i loro prestiti non perfezionati potrebbero innescare l’ennesima crisi con l’aggravante di un effetto domino molto pericoloso. Tutto questo pone l’accento sul concetto di sicurezza degli investimenti.

Elenco banche a rischio default

È da questa situazione di rischio che la Camera ha approvato il famoso bail in. Gli eventi che avrebbero messo in ginocchio l’economia del Paese sono stati in parte scongiurati o meglio ancora rimandati – almeno per ora – grazie all’intervento dello Stato con il decreto salva banche, misura che ha avuto comunque pesanti ripercussioni sui clienti e su quelli che pensavano fossero investimenti sicuri e redditizi. Secondo lo studio dell’agenzia internazionale di valutazione del credito e del rating sono addirittura dodici le banche italiane a rischio default per via dell’elevata percentuale di crediti deteriorati.

L’obiettivo fissato dall’Autorità bancaria europea è del 5,1% ma a superare il doppio sono Veneto Banca, Mps, Bpvi e Banca Carige, Bper Banca, Bnl, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca popolare di Spoleto, Banco Desio e Ubi Banca. Fitch Rating ha così ribadito la propria preoccupazione per tale debolezza sottolineando che l’elevato livello del debito delle amministrazioni pubbliche unito al peggioramento fiscale hanno lasciato più esposizione all’insorgere di potenziali eventi ostili. Tutto questo è ulteriormente aggravato da una preoccupante instabilità politica e dalla fragilità del settore bancario che ha richiesto un intervento pubblico.

Italia rischio default: le previsioni del Financial Times

Naturalmente le banche a rischio spaventano i consumatori italiani che temono di perdere tutti i propri risparmi. Il momento di incertezza verificatosi con il salvataggio dei quattro istituti lo scorso anno si è tradotto in un vero e proprio disastro per i piccoli risparmiatori e il Financial Times lo aveva preannunciato. Come anticipato, la poca chiarezza a livello governativo ha aumentato le incertezze del mercato e allontanato potenziali investitori. Certo, si è trattato di uno scenario molto pessimista ma ha trovato comunque basi concrete nella realtà dei fatti.

Dall’analisi sui bilanci bancari di fonti come Banca d’Italia, Banca Centrale Europea e per l’appunto Financial Times emerge che sono ben 114 gli istituti di credito in cui il peso dei crediti malati è allarmante.

È ancora possibile fare investimenti?

Che si tratti di istituti di credito cooperativo, casse di risparmio o di giganti del mondo della finanza, il livello di sfiducia è molto alto. In una situazione del genere risulta necessario compiere la scelta giusta per salvaguardare i propri interessi attraverso investimenti sicuri e redditizi. Oggi risulta parecchio complesso riuscire ad individuare i parametri per verificare la solidità di una banca. Per questo motivo non è da escludere la possibilità di prendere in considerazione sistemi innovativi. Iosonobanca è uno di questi!

Offrendo rendimenti interessanti e competitivi, questa piattaforma finanziaria può rappresentare la soluzione alla volontà di investire poiché si interfaccia sia con chi vuole investire che con piccole e medie imprese che necessitano di un finanziamento. Cosa serve? Chiaramente la prerogativa è che si abbiano conoscenze del settore per poter così sfruttare appieno le chance di successo messe a disposizione da iosonobanca.